Cos’è per te la musica? Mini sondaggio aperto a tutti :-)

All’inizio di questa settimana ho fatto un piccolo sondaggio presso gli iscritti di alcune mailing list che gestisco.

Siccome mi sto preparando per una nuova iniziativa che lancerò a breve in questo blog, volevo in un certo senso mettermi alla prova e testare il mio potenziale nel fare domande… e soprattutto nel ricevere risposte.

Poi evidentemente era una giornata particolare, avevo bisogno di emozioni 🙂

Non erano domande facili, anzi avrebbero richiesto a queste persone di prendersi un attimo di tempo per pensare, decidere cosa dire e poi scrivermi una mail, e comunque condividere con me una parte dei loro pensieri. Quindi sì, avrebbero dovuto sbattersi un po’. Forse per questo motivo non ho ricevuto tante risposte. Ma quelle arrivate hanno lasciato il segno.

E quindi ti riporto qui sotto il testo della mia mail con le domande fatte, e di seguito alcuni dei pensieri ricevuti. Alcuni molto intimi e approfonditi, ma comunque tutti molto personali e toccanti.

Man mano che riceverò le risposte le aggiungerò qui di seguito.

Ecco la mail che ho inviato per il sondaggio

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With Or Without You: il paradiso del bassista?

“With or without you” degli U2 (1987): un pezzo con una linea di basso famosissima e talmente facile che in teoria sarebbe fattibile anche senza saper suonare il basso. In teoria, appunto.

Poi voglio dire, Adam Clayton è mica l’ultimo arrivato, quindi ci deve essere qualcosa sotto 🙂

Eccola qua, trascritta da me.

With or Without you – Linea di basso

Praticamente un giro formato da sole 4 note, ripetute 8 volte per battuta. In tutto 4 battute da 32 ottavi (=crome) che si ripetono per tutto il pezzo sempre uguali, senza nessuna modifica o variazione. E rendono questo brano così immediatamente riconoscibile!

A colpo d’occhio questo giro sembra facilissimo da fare, e da realizzare sul basso è veramente semplice perché non comporta salti di posizione con la mano eccessivi o particolari (se ti servono le tab te le cerchi tu su internet, però, ok?).

Bene, detto questo fai partire il video e cominci a suonarci sopra. Solo che passati i primi 30 secondi, questo giro così apparentemente “elementare” (intendo tecnicamente) si trasforma in una bella prova di forza! Non ci credi?

Rispondi un po’ a queste domande:

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Come suonare un duetto se ci sei solo tu!

Il fascino dei pezzi a 4 mani

Nelle prime lezioni del Bassista Contemporaneo ci sono alcuni duetti per 2 bassi elettrici. Ovvero dei pezzettini da suonare idealmente in duo con l’insegnante o con un amico.

Sono utili in particolare per memorizzare bene le note sulla tastiera, ripassare le figure ritmiche che hai visto fin lì, andare a tempo, rispettare le pause ecc…. Insomma, ti preparano pian piano a fare tutto quello che serve per suonare con qualcun altro nel migliore dei modi 🙂

Premetto che io vengo dal piano classico, dove i pezzi a 4 mani abbondano a qualsiasi livello di abilità. Dai principianti ai brani da concerto. Io stessa ne ho fatti tanti, con amici e anche con mio fratello, portandoli anche ai saggi.

Quindi per me i duetti sono come il miele per le api: irresistibili. Poi sai, fatti sul basso creano quell’effetto di polifonia che appunto mi ricorda il pianoforte.

Io però son da sola, quindi come fare un duetto?

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Come trasformare un’oretta di cazzeggio in un esercizio illuminante!

Perdona il linguaggio esplicito del titolo, ma puro caso l’altro giorno ho scoperto un sistema per fare pratica davvero gustoso, che mi sento caldamente di consigliarti. Magari rischi di portare i vicini di casa sull’orlo del suicidio, se tieni le finestre aperte, ma il risultato finale può essere molto interessante.

Ovviamente non l’ho inventato io… ma applicato in questo modo, non l’avevo mai provato prima.

Basso diverso… nuova ispirazione!

Allora è andata così. Ero partita con le migliori intenzioni.

“Oggi vado avanti col Bassista Contemporaneo. Lezione 11 a me. Nessuna divagazione, nessuna perdita di tempo. Oggi sto sul pezzo, garantito.”

Però… Mannaggia c’è sempre un però!

Devi sapere che in questi giorni sto usando un basso diverso dal solito, come puoi vedere qui sotto. Il mio Harley Benton è temporaneamente fuori uso e così ho avuto in prestito un Ibanez Musician del 1984 (o giù di lì).

Un basso stupendo che ha segnato la storia, musicale e professionale, del proprietario e credo di tanti bassisti. Gran ferro davvero 😀

E così si insinua nella mia testolina l’idea malsana. Continua a leggere

Prime prove di registrazione con lo smartphone

Alcune linee di basso registrate col mio telefonino

Il mio Huwaei P9 Lite è obiettivamente una discreta macchina. Piuttosto performante e comodo come telefonino, è famoso soprattutto per l’apprezzatissimo filtro bellezza durante i selfie, che è poi il vero motivo per cui l’ho acquistato 😜

Battute a parte, ho anche scoperto che non è poi così male a registrare le frequenze basse. Ecco un piccolo frammento tratto da una sessione di registrazione di oltre un’oretta, fatta più che altro per fare il punto della situazione tra me e me.

Il suono del basso usciva dalla cassa, quello della base audio dallo stereo collegato al PC. Non ho regolato nulla col mixer, quindi va da sé che la qualità audio non è molto buona.

Diciamo che ho puntato più che altro a capire l’effetto visivo, e se ero effettivamente in grado di suonare i vari pezzi. Ma devo dire che i bassi si sentono oltre ogni mia aspettativa.

Riguardandomi devo dire che comincio a sentire il frizzante. Sono ancora lontana anni luce dai miei obiettivi, ma i progressi si notano e sono molto soddisfatta 😎😺

A proposito, questo pezzo è tratto dalla raccolta Bass Puzzle Lezioni 1-5, il primo fascicolo di spartiti con basi audio da abbinare al Bassista Contemporaneo 1, che è il metodo che sto usando per imparare il basso elettrico.

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